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Protesi tonde o “anatomiche”: i risultati sono davvero diversi?

Protesi tonde o “anatomiche”: i risultati sono davvero diversi?

 

In un recente studio apparso su un’autorevole rivista scientifica, organo ufficiale della società americana dei chirurghi plastici, si è data una risposta ad alcune delle domande che si pongono molte donne che si approcciano alla chirurgia del seno: “Meglio utilizzare protesi tonde o “anatomiche”?  Le protesi “anatomiche” danno un risultato più naturale?  Se si impianta un tipo o un altro di protesi il risultato cambia così tanto?”

Nello studio, 30 chirurghi plastici e infermieri addetti ai reparti di Chirurgia Plastica, attraverso l’analisi fotografica pre e postoperatoria, hanno valutato 30 casi di donne che si erano sottoposte ad aumento del seno, in 15 delle quali erano state impiantate protesi tonde e in altrettante protesi “anatomiche”. I due gruppi di pazienti erano simili: tutte le protesi inserite erano di silicone, di circa 300 cc. di volume e in sede sottomuscolare. Ogni chirurgo ed infermiere (che non conosceva le pazienti), doveva dire per ogni caso se, secondo lui, era stato utilizzato un tipo o l’altro di protesi. Il fatto curioso è stato non solo la differenza di opinione di ogni operatore sanitario interpellato, ma anche il diverso parere di molti specialisti sullo stesso caso mostrato loro di nuovo a distanza di qualche settimana dalla prima valutazione.

Alla fine i risultati degli interventi di mastoplastica additiva con l’uso di protesi tonde o “anatomiche” non erano distinguibili.

Introdotte più recentemente, le protesi cosiddette “anatomiche” hanno acquistato una crescente popolarità per l’idea che un impianto con tale forma potesse dare al seno un risultato più naturale.

Ma anche questo nuovo studio, che si va ad aggiungere ad alcuni altri eseguiti negli ultimi anni, dimostra che persino gli addetti ai lavori come i chirurghi plastici stessi non sanno vedere con certezza la differenza di risultato fornito dai due tipi di protesi in gruppi di pazienti con caratteristiche simili.

L’articolo pubblicato sulla rivista scientifica si conclude con il commento del direttore dello studio: “L’utilizzo sistematico di protesi “anatomiche” non è giustificato, dal momento che si possono avere risultati naturali con tutti i tipi di impianto, tonde o “anatomiche” che siano”.

Allora perché continuare ad utilizzare ancora così spesso protesi “anatomiche”, nonostante il rischio non certo basso di una loro rotazione con conseguente deformazione del seno?

E’ una domanda che mi sono posta anch’io da tempo e a cui da tempo ho già dato una risposta personale, preferendo da alcuni anni sempre più spesso l’utilizzo di protesi tonde. Anche con queste ultime, infatti, è possibile in molti casi ottenere risultati naturali, scegliendo di volta in volta la tipologia di protesi più adatta alle caratteristiche fisiche di ogni paziente e scongiurando il rischio di deformazione del seno da rotazione.

Ora la mia intuizione è maggiormente confortata da studi sempre più numerosi di esimi colleghi e di questo non posso che esserne contenta.

 

In quali di questi casi sono state utilizzate protesi tonde e in quali anatomiche? 
 
A voi la soluzione del quiz
 

 

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Dott.ssa Arianna Tinti

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Dott. ssa Arianna Tinti M.D. è uno specialista nell'intervento di Mastoplastica additiva sul portale Estheticon.it

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