Che cos’è?
L’asimmetria mammaria è definita come una differenza di forma e/o di volume e/o di posizione tra i due seni.
Un lieve grado di asimmetria è comune, in quanto mai un lato del corpo è esattamente speculare all’altro, ma quando la differenza tra le due parti è importante, tanto da riuscire con difficoltà a camuffarne la presenza con l’abbigliamento, può arrivare ad essere causa di difficoltà nella quotidiana vita di relazione con gli altri.
La causa spesso è congenita, per cui sin dalla pubertà si può avere un normale sviluppo del seno da un lato, mentre dall’altro il quadro clinico può manifestarsi con tre diverse forme: seno di volume piccolo, ma di forma simile all’altro, per insufficiente sviluppo volumetrico della ghiandola; seno di forma diversa per differente forma della ghiandola (cilindrica anziché conica); seno in posizione diversa, spesso per deformità scheletriche, quali scoliosi, pectus excavatum, ecc.
E’ frequente che col tempo, dopo gravidanze o variazioni di peso, oltre naturalmente all’età, l’asimmetria risulti più evidente, soprattutto quando il seno “normale” è di taglia medio-grande. Tali seni, infatti, sono quelli che maggiormente nel tempo possono andare incontro a cambiamenti come lo svuotamento, l’ulteriore aumento volumetrico, il cedimento ghiandolare e cutaneo (ptosi).
Da non dimenticare sono, inoltre, le asimmetrie acquisite, là dove un trauma o un intervento chirurgico, eseguito, per esempio per asportare un tumore, hanno fatto perdere l’originaria similitudine tra i due seni.
La visita
Se si decide di cercare di porre rimedio all’asimmetria mammaria, importantissima è la prima visita che si esegue dallo specialista, in cui sono valutati il tipo di mammella, di tessuto sottocutaneo e di pelle insieme alle caratteristiche corporee (altezza, peso, tipo di torace) e alle proporzioni tra le varie parti del corpo e, naturalmente, vengono ascoltati i desideri e le aspettative della paziente.
E’ bene sottolineare che ogni correzione al seno va eseguita, per le giovanissime, almeno dopo i 18-20 anni d’età, in modo da attendere il completo sviluppo della ghiandola mammaria e dopo almeno 6 mesi dalla cessazione dell’allattamento, in caso di correzioni post-gravidiche.
La correzione
Il tipo di correzione varia a seconda dell’asimmetria di base.
Nei casi di sola differenza di volume e se il seno più grande è di volume adeguato, si può eseguire una mastoplastica additiva monolaterale con inserimento di una protesi, spesso in sede sotto-muscolare, nel seno meno sviluppato oppure, più frequentemente, si può eseguire una mastoplastica additiva bilaterale con inserimento di protesi di diverso volume (l’impianto maggiore nel seno originariamente più piccolo), per rendere maggiormente gradevole anche il seno più grande.
Altre volte è possibile avere da un lato un seno ben sviluppato, di taglia medio-grande e più o meno cadente, mentre dall’altro lato un seno poco sviluppato ma non ceduto. In tali casi e, in generale, quando ci sono seni di forma diversa associata o meno a differente volume, è necessario cercare di correggere la forma rimodellando la ghiandola e la cute con un intervento di mastopessi o di mastoplastica riduttiva e contemporaneamente eseguire una mastoplastica additiva monolaterale o bilaterale con protesi di volume diverso, se è necessario anche adeguare il volume tra i due lati.
La correzione dell’asimmetria mammaria si esegue solitamente in anestesia generale in regime di day-hospital, meno frequentemente con una notte di ricovero.
Per la descrizione dettagliata degli interventi si rimanda alle schede specifiche di ogni tipo di tecnica correttiva citata (mastoplastica additiva, mastopessi, mastoplastica riduttiva).
Dopo l’intervento
Dopo l’intervento correttivo ci sarà un po’ di edema che mimetizzerà il reale risultato finale, il quale verrà gradualmente raggiunto dopo almeno sei mesi.
Come per ogni intervento al seno, per circa un mese dopo l’operazione si dovranno evitare tutti i movimenti ampi e di forza con le braccia e la guida dell’automobile per 2 settimane. Sempre per un mese, inoltre, si dovrà indossare un reggiseno adeguato.
Le complicanze che si possono avere sono quelle proprie di ogni tipo di intervento citato, alla cui scheda si rimanda.
Cosa aspettarsi
Come si è potuto notare, le possibilità correttive e le combinazioni tra di loro sono tante, proprio perché vari e diversamente accostati sono gli elementi da correggere.
Il tipo di correzione influenza la stabilità del risultato nel tempo. Se un seno è stato sottoposto a mastopessi o a mastoplastica riduttiva sarà senza dubbio soggetto a maggiori cambiamenti negli anni rispetto a quello sottoposto a mastoplastica additiva perché originariamente molto piccolo. Parimenti, le pazienti sovrappeso tenderanno più di frequente a vedere cambiare l’aspetto del proprio seno col tempo. Quando si ipotizza una strategia correttiva, quindi, bisogna considerare anche tutto questo.
E’ fondamentale tenere presente che tali differenti metodi correttivi tra un lato e l’altro, a cui è necessario ricorrere per raggiungere una maggiore armonia corporea, potranno cercare di diminuire il più possibile il diverso aspetto dei due seni, ma non riusciranno mai a renderli uguali, in quanto un seno è asimmetrico non solo per un diverso volume ghiandolare, ma per molteplici altri fattori. Bisogna, infatti, sempre considerare che anche la cute può essere tesa (o ceduta) in maniera diversa, la base d’impianto del seno è differente, come pure l’estensione dell’areola e un lato del torace (base scheletrica e muscolare della regione pettorale) non è mai uguale a quello opposto, tutte condizioni non modificabili e che influenzano in maniera variabile il buon esito finale.


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