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Un seno naturale anche con le protesi

"Sembrerò rifatta?" "Voglio un risultato naturale!"

Queste sono le richieste più comuni di chi desidera aumentare e/o risollevare il proprio seno.

Ed è ovvio che sia così. Il seno, infatti, come ogni altra parte, deve essere prima di tutto in armonia con il resto del corpo.

Ma è sempre possibile camuffare “l’aiutino” dato dalla protesi?

Naturalmente, più la protesi è di volume adeguato all’intero corpo e posizionata in maniera corretta (non decentrata rispetto al complesso areola-capezzolo), più il risultato finale è gradevole.

Però, anche quando la scelta di un volume protesico rispetta le proporzioni con altezza, peso, larghezza del torace, spalle e bacino, a volte i tessuti circostanti l'impianto non sono abbastanza spessi da camuffarne completamente la presenza.

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I tessuti che si hanno a disposizione per coprire al meglio la protesi sono la ghiandola, la pelle e il tessuto sottocutaneo. Se tutte e tre le componenti sono di qualità e quantità adeguate, in base al volume finale richiesto, è a volte già sufficiente posizionare la protesi al di sotto della ghiandola per avere un risultato molto buono.

Se, invece, anche una sola delle tre componenti tissutali non è appropriata, si deve trovare il modo di nascondere il più possibile la presenza della protesi. L'inserimento sotto il muscolo Grande Pettorale, per esempio, fa sì che la parte superiore dell’impianto sia meglio protetto e che venga attutito il passaggio tra il torace e la protesi.

Bisogna comunque tenere presente che, soprattutto nelle persone molto magre, è normale che inferiormente e di lato la rotondità della protesi appaia più evidente, indipendentemente dal modello utilizzato (protesi rotonda o anatomica).

E’ opportuno sottolineare, però, che anche in natura un seno è considerato giovanile se, oltre ad avere una corretta posizione sul torace, è maggiormente delineato e pieno lateralmente e inferiormente.

Lo scopo delle protesi, in fondo, è proprio quello di riportare il seno a forme più vicine a quelle giovanili, non solo per volume, quindi, ma anche per forma.

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Solo mediante una visita accurata e il confronto diretto tra il chirurgo (il "tecnico" che è in grado di vagliare le diverse possibilità correttive) e la paziente (la persona che illustra i propri desideri) si può giungere ad una giusta soluzione, che deve essere necessariamente condivisa da entrambe le parti e che deve per forza passare dall'analisi di ogni fattore che può rendere più difficoltoso il raggiungimento di un buon risultato, in modo da trovare il migliore "compromesso " che possa condurre alla soddisfazione di entrambe le parti.

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